1. O. Lehmann.Ueber physikalische Isomerie.—Zeitschr. für Krystallographic und Mineralogie, I. 97 (1877). Abbiamo potuto consultare questo lavoro del Lehmann solo quando le nostre ricerche termiche erano pressochè compiute. Per quel che riguarda le temperature di trasformazione, i risultati del Lehmann sono in sufficiente accordo coi nostri.
2. Proprietà termiche notevoli di alcuni joduri doppii.—Atti Istit. Ven. (5), VI, 1880.—Nuovo Cimento (3), VIII pag. 215.—Sul calore di trasformazione da uno ad altro sistema cristallino dell'azotato potassico.—Atti Istit. Ven. (6), III, 1885.
3. Anche il Lehmannl. c.. ha fatto delle esperienze di raffreddamento sull'azotato ammonico, ed ha avvertito lo sviluppo di calore che avviene alla temperatura delle singole trasformazioni. Ma avendo egli lasciato raffreddare il corpo in un ambiente a temperatura ordinaria, non ha potuto osservare le particolarità del fenomeno. Il Lehmanu avverte poi, che il numero di gradi, di cui si può riscaldare o raffreddare il corpo al di sopra o al di sotto della temperatura di trasformazione senza che avvenga, la modificazione cristallina, è tanto maggiore quanto più bassa è questa temperatura e quanto più grande è la velocità di riscaldamento o di raffreddamento. Ciò è perfettamente d'accordo con quanto abbiamo trovato anche noi.
4. Landolt e Börnstein,Physikalisch-chemische Tabellen, pag. 37, Berlin. 1883.
5. Proprietà termiche notevoli di alcuni joduri doppî.